Il 9 marzo, promosso della Fondazione Heal Italia, si è tenuto presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Roma “Tor Vergata” un workshop intitolato “Translational and Precision Medicine at the Time of A.l., Advanced Technology and Digital Revolution”. Alla Presenza del Rettore dell’Ateneo prof. Nathan Levialdi Ghiron, la Prof. Eleonora Candi, coordinatrice del Spoke 1 del progetto di partenariato esteso, insieme al Prof. Giuseppe Sica hanno introdotto il tema del convegno e i relatori. Hanno parlato il Prof Mauro Piacentini (Direttore Scientifico di Heal Italia), il Prof Gerry Melino (coordinatore dell’International Board della Fondazione) e il Prof. Giuseppe Novelli (membro dello Spoke 1 del progetto PE6). L’internazionalità del workshop è stata sottolineata dalla presentazione del Prof Frederic Ris.

I temi trattati hanno analizzato il ruolo crescente che L’intelligenza artificiale (AI) sta assumendo nello sviluppo della medicina traslazionale e della medicina di precisione, contribuendo a trasformare profondamente il modo in cui vengono studiati, diagnosticati e trattati i pazienti. La medicina traslazionale ha come obiettivo principale quello di trasferire rapidamente le scoperte della ricerca di base alla pratica clinica, riducendo il divario tra laboratorio e cura del paziente. In questo contesto, l’AI rappresenta uno strumento potente per analizzare grandi quantità di dati biologici e clinici, individuando pattern complessi che sarebbero difficilmente identificabili con i metodi tradizionali.
Parallelamente, la medicina di precisione mira a personalizzare le strategie terapeutiche sulla base delle caratteristiche individuali del paziente, come il profilo genetico, i biomarcatori molecolari, lo stile di vita e l’ambiente. Grazie a tecniche di machine learning e deep learning, l’AI è in grado di integrare e interpretare dati provenienti da diverse fonti — genomica, proteomica, imaging medico e cartelle cliniche elettroniche — permettendo di sviluppare modelli predittivi utili per la diagnosi precoce, la stratificazione dei pazienti e la scelta del trattamento più efficace.

Inoltre, l’impiego dell’AI accelera il processo di scoperta e sviluppo dei farmaci, facilitando l’identificazione di nuovi target terapeutici e la progettazione di molecole candidate. Questo approccio non solo riduce tempi e costi della ricerca, ma aumenta anche la probabilità di successo delle sperimentazioni cliniche.
In sintesi, l’integrazione tra intelligenza artificiale, medicina traslazionale e medicina di precisione rappresenta una delle evoluzioni più promettenti della biomedicina contemporanea. Attraverso l’analisi avanzata dei dati e lo sviluppo di modelli predittivi sempre più accurati, l’AI contribuisce a rendere la medicina più predittiva, preventiva, personalizzata e partecipativa, aprendo nuove prospettive per migliorare l’efficacia delle cure e la qualità della vita dei pazienti.
Di particolare interesse è stata la presentazione da parte del Prof. Novelli del centro “The Predictive and Personalized Medicine Clinic (MPP)” nato presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Roma “Tor Vergata” nell’ambito del progetto di partenariato esteso coordinato dalla Fondazione Heal Italia. Questo centro è dedicato sia all’analisi genetica che al “counceling genetico” per individui che vogliano comprendere il loro rischio di sviluppare patologie ereditarie onde migliorarne la prevenzione. Il Workshop ha visto la presenza di molti partecipanti sia in presenza che online sottolineando l’interesse per gli argomenti trattati
