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HEAL Italia Forum 2026: dieci ricercatori premiati per il valore scientifico delle loro pubblicazioni

Si è chiuso il 6 giugno a Palermo, al Real Teatro Santa Cecilia, l’HEAL Italia Forum 2026, l’appuntamento che ha riunito per due giornate la rete di ricerca della Fondazione HEAL Italia attorno ai risultati raggiunti grazie al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e alle prospettive future della medicina di precisione in Italia. Tra i momenti più significativi delle due giornate, accanto alla presentazione del Libro Bianco “Verso la Strategia Italiana per la Medicina di Precisione”, il Forum ha dedicato un’intera sessione alla valorizzazione dei giovani ricercatori, premiando dieci tra i contributi scientifici più rilevanti prodotti all’interno del Programma.

Il riconoscimento, assegnato su indicazione del Prof. Mauro Piacentini, Direttore Scientifico della Fondazione, e del Prof. Piero Marchetti, Coordinatore del Comitato Scientifico, ha voluto premiare non soltanto la qualità delle pubblicazioni, ma il modo in cui ciascun lavoro contribuisce a tradurre la ricerca di base in conoscenza utile alla cura delle persone. Dieci storie diverse, che insieme raccontano l’ampiezza della medicina di precisione: dall’oncologia ai nanomateriali, dalle malattie metaboliche alla biofisica applicata alla terapia.

La Dott.ssa Sara Travaglini (Università di Tor Vergata) è stata premiata per i suoi studi sui meccanismi molecolari della leucemia mieloide, un lavoro che apre prospettive concrete per nuove strategie terapeutiche. Alla Dott.ssa Valentina Salsi (UNIMORE) va il riconoscimento per le ricerche sul ruolo biologico dell’RNA, la molecola che porta le istruzioni del DNA all’interno della cellula, con un focus sul suo coinvolgimento nella distrofia muscolare.

Il Dott. Sebastiano Di Bella (UNIPA) è stato premiato per l’uso innovativo di tecnologie bioinformatiche nello studio dei meccanismi molecolari di diverse forme tumorali, un contributo che mostra quanto l’analisi computazionale sia oggi parte integrante della ricerca oncologica. Al Dott. Vincenzo Patamia (UNICT) va invece il riconoscimento per lo sviluppo di nanobiosensori, dispositivi capaci di rilevare segnali biologici a scala molecolare, applicati alla diagnosi e alla terapia delle malattie infettive.

La Dott.ssa Giulia Gallerani (UNIBO) è stata premiata per il contributo allo sviluppo di metodologie innovative in ambito diagnostico e terapeutico, in particolare nell’immunoterapia vaccinale applicata ai tumori dell’orofaringe e del rinofaringe. Il Dott. Paulo Siani (UNIMIB) ha ricevuto il riconoscimento per i suoi studi su nanoparticelle costruite a partire dal grafene, capaci di riconoscere selettivamente specifici bersagli cellulari, con potenziali applicazioni in ambito biomedico.

La Dott.ssa Cristina Russo (UNICT) è stata premiata per gli studi sugli effetti di composti naturali, come il resveratrolo e la vitamina D, nel contrastare processi come la sarcopenia e le retinopatie. Al Dott. Andrea De Giglio (UNIBO) va il riconoscimento per lo sviluppo di un nuovo strumento prognostico che aiuta a stimare la mortalità precoce nei pazienti oncologici trattati con immunoterapia, uno strumento utile per personalizzare le scelte terapeutiche.

La Dott.ssa Cristina Parisi (UNICT) è stata premiata per lo sviluppo di nanoconiugati capaci di generare contemporaneamente ossido nitrico e ossigeno singoletto, due molecole reattive che, se rilasciate nel punto giusto, possono diventare alleate nella terapia fotodinamica contro i tumori. Chiude la rosa dei premiati la Dott.ssa Mara Suleiman (UNIPI), riconosciuta per i suoi studi sul recupero funzionale delle cellule beta pancreatiche, le cellule che producono insulina, nei pazienti con diabete di tipo 2.

Dieci ricerche, dieci dipartimenti, sette istituzioni, un’unica rete: quella che la Fondazione HEAL Italia continua a costruire ogni giorno per portare la medicina di precisione dal laboratorio alla cura delle persone.